Per contattarci: gr062@amnesty.it.

Ci incontriamo presso il Circolo Liberta', in Viale Liberta' 33 a Monza.
Le nostre riunioni sono aperte al pubblico.

Ultimo aggiornamento: gennaio 2012
Prossimi Eventi


Martedì 17 gennaio alle ore 20:30

Spazio Contemporaneo, ore 20.30 Via Dante 6 - 20099 Sesto San Giovanni

Lunedì 20 febbraio alle ore 20:30

Spazio Contemporaneo, ore 20.30 Via Dante 6 - 20099 Sesto San Giovanni

Martedì 21 marzo alle ore 20:30

Spazio Contemporaneo, ore 20.30 Via Dante 6 - 20099 Sesto San Giovanni

Martedì 4 aprile alle ore

Spazio Contemporaneo, ore 20.30 Via Dante 6 - 20099 Sesto San Giovanni


Prossime Riunioni


lunedì 23/05/2016 ore 21:15 presso il "Spazio Giovani" Via Cavour 74 a Vimercate

mercoledì 09/06/2016 ore 21:15 presso il Borgo Caffè in via Bergamo 9, Monza
XXVII Assemblea generale di Amnesty International Italia
In occasione della Giornata Internazionale contro la Pena di Morte, il gruppo Monza-Brianza di Amnesty International, con il patrocinio ed il contributo del Comune di Sesto San Giovanni ed in collaborazione con l’Assessorato Pace e Diritti umani, è lieto di invitarvi al terzo appuntamento della serie di conferenze “I diritti umani nel XXI secolo”.
Ogni anno, in occasione della Giornata mondiale contro la pena di morte del 10 ottobre, Amnesty International, membro fondatore della Coalizione mondiale contro la pena di morte, chiede l’eliminazione di questa pena disumana. La pena di morte è l’estrema negazione dei diritti umani, l’omicidio a sangue freddo, di un essere umano in nome della giustizia. In alcuni paesi, la pena di morte è usata per mettere a tacere l’opposizione politica. In altri, i vizi procedurali sono aggravati da discriminazione, inadempienze da parte dell’accusa, mancata indipendenza del sistema giudiziario e rappresentanza legale inadeguata. Amnesty International si oppone alla pena di morte senza eccezioni. Intervengono:
Franco Mazzarella(gruppo Amnesty Monza e Brianza)
Riccardo Mauri(Comunità di Sant’Egidio)
Guido Biancardi(Nessuno tocchi Caino)
Ultime notizie


Mediterraneo

Nella notte tra sabato e domenica scorsa si è consumata l’ennesima tragedia nel mare Mediterraneo.
Secondo le testimonianze dei sopravvissuti, sono circa 900 i migranti annegati poco dopo che l'imbarcazione su cui viaggiavano si è capovolta.
Dall'inizio di quest’anno, 1.600 persone hanno perso la vita in mare nel tentativo di raggiungere l'Europa in cerca di sicurezza e di protezione internazionale. Tutti i segnali indicano che il loro numero continuerà ad aumentare con l'arrivo della bella stagione e col proseguire delle crisi in paesi come Siria, Eritrea e Libia (principale punto di partenza).
Di fronte a questa gravissima crisi umanitaria, l’Unione Europea e i suoi stati membri continuano a voltare le spalle alla sofferenza e ai pericoli a cui vanno incontro centinaia di persone che ogni settimana salgono su imbarcazioni insicure, affrontando un viaggio tra la vita e la morte.
La continua mancanza d'azione dei governi europei ha contribuito a far aumentare di 50 volte il numero dei migranti e dei rifugiati morti dall'inizio del 2015, rispetto al medesimo periodo del 2014.
Amnesty International chiede dunque ai leader europei: quante altre persone dovranno morire ancora prima che riconoscano la necessità di avviare un operazione congiunta e coordinata di ricerca e soccorso nel Mediterraneo? Per richiamare l’Europa alle sue responsabilità, in occasione del Summit europeo dei capi di stati e di governo previsto per questa settimana, Amnesty International ha aderito alla mobilitazione nazionale promossa da Arci insieme a diverse altre organizzazioni per i diritti dei migranti (ASGI, MSF, Libera, Emergecy, Acli, Antigone, Cild).
La mobilitazione si terrà domani, 21 aprile in molte città Italiane, quando 900 persone si copriranno con un lenzuolo bianco, a simboleggiare le 900 vittime dell'ultimo naufragio.
A Roma, la manifestazione si terrà davanti a Montecitorio, con un sit in e un flash mob che verrà organizzato a partire dalle ore 17:00.
A Milano la manifestazione sarà in Corso Monforte 31, davanti la Prefettura.
Nelle altre città gli appuntamenti saranno articolati secondo quanto deciso dalle organizzazioni locali aderenti all’iniziativa.
I messaggi chiave da portare alla mobilitazione sono:
• rafforzare subito le operazioni di ricerca e di soccorso nel Mediterraneo e nel mare Egeo;
• fornire canali sicuri e legali per raggiungere l’Europa a chi fugge da conflitti e persecuzioni;
• garantire l’accesso alla protezione internazionale a chi raggiunge le frontiere dell'Unione europea;
• fermare subito la cooperazione



Stati Uniti d'America Pena di morte

Il 9 luglio 2014, un giorno prima dell'esecuzione, il comitato per la grazia della Georgia ha disposto la commutazione della condanna a morte di Tommy Lee Waldrip. Waldrip era stato condannato a morte per un omicidio commesso 23 anni prima.



Zambia:

Il 3 luglio 2014 un tribunale ha assolto James Mwape e Philip Mubiana dall'accusa di aver avuto relazioni sessuali "contro natura", reato per il quale l'art. 155 del codice penale prevede una pena minima di 15 anni. I due uomini erano stati arrestati il 25 aprile 2013, rilasciati su cauzione il 2 maggio e nuovamente arrestati il 5 maggio e costretti a sottoposti a un'ispezione anale che fornisse la "prova" della loro partecipazione ad atti sessuali.



Olanda:

Il 16 luglio 2014 un tribunale olandese ha giudicato l'Olanda responsabile sul piano civile per la morte di 300 civili musulmani di Bosnia uccisi nel luglio 1995 a Srebrenica. Secondo il tribunale, i caschi blu olandesi presenti non protessero le 300 vittime dall'assalto delle forze



Violenza contro le donne

Fermiamo la violenza contro le donne Fino al 16 marzo dona 1 € inviando un sms dal tuo cellulare personale al numero 45599 oppure 2/5 € chiamando lo stesso numero da rete fissa.



Haiti: Impunità

Il 21 febbraio 2014 la Corte d'appello della capitale Port-au-Prince ha annullato una sentenza del gennaio 2012 e ordinato la riapertura e il proseguimento delle indagini sui crimini contro l'umanità attribuiti al "presidente a vita" Jean-Claude Duvalier durante il suo regime, durato dal 1971 al 1986. La Corte d'appello ha sottolineato che per i crimini contro l'umanità non sono previsti limiti di prescrizione.



Cile: Leopoldo García

Il 31 ottobre 2013 la Corte interamericana dei diritti umani ha stabilito che Leopoldo García, sopravvissuto alla tortura in Cile negli anni Settanta, debba essere risarcito dallo stato cileno, che inoltre dovrà avviare celermente un'indagine per assicurare i responsabili delle sue torture alla giustizia. Si tratta della prima causa vinta da una persona che subì violazioni dei diritti umani sotto il regime di Pinochet.



Cile: 40° anniversario

11 settembre 2013 ha segnato il 40 ° anniversario del colpo di stato militare guidato dal sanguinario generale Augusto Pinochet. Sotto il suo governo militare (1973 - 1990) più di tremila persone sono state uccise o vittima di sparizione forzata, migliaia sono stati torturati da membri delle forze armate cilene e forze di sicurezza, mentre altre migliaia sono stati costretti a vivere in esilio all'estero.
Cile dovrebbe segnare il 40 ° anniversario del colpo di stato militare di Pinochet, attuando misure concrete per garantire più impunità per le violazioni dei diritti umani commesse nel passato, presente e futuro. Questi crimini devono mai più avere luogo. Firma la petizione qui sotto. Chiedi il presidente Sebastián Piñera e le autorità competenti in seno al Parlamento cileno a:



Maldive: Tortura

Il 21 agosto 2013, dopo una serie di appelli di Amnesty International, è stata annullata la condanna a 100 frustate inflitta nel mese di febbraio a una ragazza di 15 anni per "fornicazione".

Olanda

Il 6 settembre 2013, per la prima volta, la Corte di cassazione dell'Olanda ha riconosciuto la responsabilità dello stato olandese per la morte di tre uomini nel corso del genocidio del luglio 1995 a Srebrenica, in Bosnia ed Erzegovina. I soldati olandesi che operavano nella zona come peacekeeper Onu respinsero i tre uomini da una "zona protetta" delle Nazioni Unite, di fatto ricacciandoli nelle mani dei serbo bosniaci.



Austria

Il 1° agosto 2013 è entrato in vigore un emendamento al codice civile che consente l'adozione da parte di persone dello stesso sesso. Nel febbraio 2013 la Corte europea dei diritti umani aveva accolto il ricorso presentato da una donna austriaca che nel suo paese si era vista negare la possibilità di adottare il figlio della propria convivente – come invece consentito per persone di sesso diverso.
L'Austria è il 13esimo paese a prevedere le adozioni da parte di coppie omosessuali, dopo Regno Unito, Spagna, Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Belgio, Paesi Bassi, Islanda, Slovenia, Germania e Francia.



Turkmenistan

Geldimurat Nurmuhammedov, ex ministro del Turismo e della cultura tra il 1992 e il 1995, consulente legale e avvocato, è stato rilasciato il 31 luglio 2013.
Adottato da Amnesty International come prigioniero di coscienza, Nurmuhammedov era stato arrestato il 5 ottobre 2012 con la pretestuosa accusa di tossicodipendenza e trasferito in un centro per la riabilitazione nel nord del paese, a 600 chilometri da casa. Non era mai stato formalmente incriminato. Le ricerche di Amnesty International avevano verificato che l'uomo non aveva mai fatto uso di droghe. Nel 2011, in un'intervista raidofonica, aveva criticato l'assenza di democrazia nel paese e aveva definito il Partito democratico del Turkmenistan, al potere, una "istituzione illegale".